Undici domande a colori e in bianco e nero.

Nel mirino di Diana Danzo. Undici domande a colori e in bianco e nero.

di nina zerby

Se dovessi descrivere te stessa, cosa diresti?

Sono “adrenalinica”, ma so anche godere dell’ozio.

Sono sognatrice, ma riconosco la realtà quotidiana.

Sono sensibile, ma anche fredda.

Sono dolce, ma anche acida.

Sono simpatica, ma anche asociale.

Sono empatica, ma anche egoista (egoismo sano).

Alla fine…sono dei pesci.

 

Quando hai cominciato a percepire te stessa come fotografa?

Da piccola, quando rubavo dalle mani di mio padre la sua macchina fotografica.

 

Cosa vuoi trasmettere attraverso il tuo lavoro?

Voglio regalare emozioni e ricordi preziosi.

L’aneddoto più divertente sulla tua esperienza professionale?

È un po’ sgradevole da ascoltare, ma devo ammettere che non mi ha imbarazzata ne dato fastidio, anzi, mi ha intenerito l’accaduto. Stavo facendo un servizio fotografico in un canile, quando a un certo punto, tutta concentrata sullo scatto, sento uno strano calore scorrere giù nella gamba…..un piccolo cane simpatico stava segnando il suo territorio proprio addosso a me 🙂

Qual’è il tuo sogno o aspirazione?

Poter avere uno studio fotografico dove realizzare ritratti di cani ma anche binomio. Con il tempo vorrei svolgere dei workshop sulla Dog Photography.

 

Quali sono gli artisti contemporanei italiani dei quali ammiri il proprio lavoro?

Alda Merini, Paolo Sorrentino, Ludovico Einaudi.

 

Se fossi una fotografa (so che lo sei ma intendo una celebre) saresti?

Lisa Sorgini, per la poesia e la drammaticità quotidiana.

 

3 fotografi del cuore

Martin Parr, Giuseppe Gradella, Bruce Gilden.

 

cosa ti piace degli esseri umani contemporanei

La creatività e la diversità.

 

cosa non ti piace degli esseri umani contemporanei

Non mi piace generalizzare, ma nel complesso osservo che l’essere umano è sempre più bizzarro nel suo tenace egoismo e odio.

 

libro sul comodino ora?

Gli aspetti irrilevanti (Paolo Sorrentino), Cecità (José Saramago).

Diana dice

“A 28 anni decisi di trasferirmi nella città più bella d’Europa, la città di Gaudí.

Dopo appena due mesi, iniziai subito a lavorare come fotografa in uno studio gestito da un francese carismatico (diciamolo, un po’ pazzo), di nome Laurent. In quel periodo iniziai a fotografare persone in studio, appoggiata da un preparatissimo staff di “maquilleurs” e accompagnata da un bel gruppo di fotografi, tutti maschi. Infatti Laurent cercava proprio una donna per bilanciare l’energia dello spazio e per far sentire a proprio agio le clienti donne che passavano nel nostro studio/appartamento situato a due passi dalla Sagrada Familia. Per me era come vivere in un sogno!

Atterrata da poco a Barcellona, città da me ambita per anni, mi resi conto che le possibilità che offriva erano in abbondanza e ce n’erano per tutti! Quello fu il mio primo approccio con la fotografia professionale. Difatti all’inizio mi proposi come fotoritoccatrice, dovuto ai miei 10 anni di esperienza come grafica pubblicitaria. Ma le cose andarono diversamente….et voilà!

Ora i ritratti di persone sono sempre di mio interesse, ma il mio orientamento col tempo si è rivolto sempre più al mondo cinofilo. Il fotografo “barcelones” del quale ho tratto ispirazione per la prima volta si chiama Santos Román. Rinomato fotografo operativo nel suo studio di Poble Nou, esegue ritratti d’autore utilizzando a volte accessori come ornamento, ventilatori, foulard, etc. Insomma, li fa sentire celebri durante un’ora e mezza di sessione cercando sempre di captare la vera essenza dell’animale.

Il settore della fotografia cinofila è ancora nuovo e dinamico, fresco e tutto da sperimentare. Mi sento stimolata ogni volta che devo uscire per fare una sessione con un amico “peloso”, i momenti di divertimento non mancano mai. È tutto un gioco continuo e una sfida. Lavorare con i cani non è semplice, si muovono in continuazione e molte volte non reagiscono agli ordini dei padroni creando momenti di stress e di agonia perché magari non si riesce a portare a casa tanti scatti come previsto. Ma la gioia che mi regalano è enorme e spendere tempo con loro mi fa star bene, anche se ogni volta torno sporca di terra con addosso foglie secche e mille zampate! “

IN DOG WE TRUST!