Matteo Cibic

il design extra ordinario di Matteo Cibic,
tra ironia e altre follie

di nina zerby

Matteo Cibic prima di essere designer è un sognatore: ideatore di oggetti inanimati, abitanti di mondi fantastici dove piccole creature antropomorfe offrono emozioni ed empatia, a chi le guarda e a chi decide di non poterne fare a meno e quindi portarle a casa. Hanno una funzione pratica? Direi che per lui non è fondamentale. Di fondamentale importanza è invece il legame che si crea con quell’essere umano capace di innamorarsi di un’idea.
E perchè no!
Un’idea, una sensazione, un ricordo, un desiderio, ed ecco sfilare sulla passerella onirica del design Made in Italy oggetti pronti ad entrare nelle nostre abitazioni.
Che il design lo diverta ci sembra chiaro!

Un approccio alla progettazione ludico il suo, frutto di una fervida mente e d’una gran voglia di meraviglia.

 

Perché secondo Matteo Cibic, saper sognare è una delle urgenze della società contemporanea talmente bombardata di immagini e input visivi da non essere più in grado di fantasticare.

Da sempre immerso nel mondo del design e dell’architettura, Matteo sviluppa progetti personali e collabora con marchi prestigiosi. Ama utilizzare finiture pregiate, decori e lavorazioni artigianali di altissimo livello, rivendicando il diritto di creare progetti disimpegnati per il semplice fatto che si diverte nel farlo. Il suo è un design intuitivo e post-ideologico, e proprio per questo un importante punto di vista sulla contemporaneità. I suoi oggetti sono decisamente irriproducibili poiché frutto del lavoro e dell’esperienza di diversi artigiani. Sono proprio questi passaggi a infondere un’energia positiva nei suoi prodotti. Ama gli oggetti di valore e non comprende come mai, proprio in Italia, ci sia uno strisciante disprezzo nei confronti del lusso, che per lui si traduce nella creazione di oggetti duraturi e di ottima qualità. 

 

 

Ci piace immaginarlo come un esploratore di idee e sogni sotto le vesti di un designer contemporaneo capace di sfuggire alla globalizzazione di pensiero e di rifiutare stimoli creativi oggi alla portata di un click, come pinterest, instagram o magazine dedicati al settore design, a favore di altri strumenti di ricerca e ispirazione. Musei etnografici, biblioteche, libri di entomologia, laboratori, fiere di qualsiasi genere sono il suo pane quotidiano. Giovane, eclettico, un po’ folle. Di base a Milano e a Vicenza, Matteo Cibic ha all’attivo svariate collaborazioni internazionali e i suoi lavori sono esposti in musei e gallerie di tutto il mondo – dal Centre Pompidou di Parigi alla Biennale di Venezia, dallo Shanghai Museum of Glass al Mudac di Losanna. Ci auguriamo che un pizzico della sua ironia possa entrare nelle case di tutti noi!

 

 

 

matteocibicstudio.com

photo courtesy
Matteo Cibic