parco villa Rossi

i giardini segreti delle ville venete

di nina zerby

L’estate è il momento migliore per dedicare il proprio tempo libero alla scoperta del proprio territorio e luoghi mai visti prima, insomma, le cosiddette gite fuori porta e quest’anno come non mai ci sembra doveroso rendere onore alla nostra meravigliosa terra.
Se vi piace camminare, o perchè no, se siete amanti della bicicletta e vi trovate sulle colline dell’alto vicentino, non potete non fare una piccola tappa in questa oasi di singolare bellezza: il parco di Villa Rossi. Circondato da un’atmosfera poetica, questo giardino ottocentesco è il frutto della collaborazione creativa tra Alessandro Rossi e l’architetto Antonio Caregaro Negrin, al quale l’imprenditore scledense già nel 1859, aveva fatto realizzare il Giardino Jaquard tra gli edifici del suo storico Lanificio. Da questo vivace dialogo nacque a Santorso, un piccolo paesino ai piedi del monte Summano, un complesso residenziale e paesaggistico, peculiare sia nella forma che nella funzione. 

L’area di circa 4,5 ettari in cui vennero realizzati il vasto parco e la villa, si estende sul pendio della collina e si presenta divisa in due dalla vecchia strada comunale: questo inconveniente divenne l’occasione per realizzare un cambio di livello tra le due aree e scavare una suggestiva galleria di collegamento tra il parco a livello della villa, dettodelle Rive’ e quello sottostante, detto ‘del Laghetto.

Il primo livello si snoda lungo le pendici del monte, sul retro della villa, con percorsi curvilinei ed episodi evocativi. Vi si trovano in perfetta sintonia riferimenti simbolici alla classicità romana, quali le finte rovine e il ninfeo, quelli dell’operosa modernità degli orti-frutteto dove i canoni estetici sono indissolubilmente legati alla produttività. Scendendo si accede alla galleria sotterranea, che riprende lo stile dei vestiboli romani. Un tempo questo spazio, coperto da volte a vela in sasso e mattoni, custodiva reperti archeologici. La galleria termina aprendosi sul parco inferiore con tre maestose aperture ornate con medaglioni celebrativi dell’industria tessile e dell’agricoltura.
Il parco inferiore, detto del laghetto’ è un suggestivo esempio in stile paesaggistico di fine ottocento. Fu concepito come un susseguirsi di zone ombrose che si aprono su luminose radure. Alcuni manufatti straordinari impreziosiscono il luogo: il tempietto che dall’esterno appare come una finta rovina, nel cui interno decorato in stile neopompeiano si aprono le pareti vetrate che danno su un magico acquario, alimentato dalle acque del parco, in cui nuotano pesci rossi. Sinuosi vialetti scendono dolcemente il declivio, intersecandosi con i numerosi ruscelli, cascatelle e giochi d’acqua che sfociano nell’ampio lago inferiore. Le rive sono punteggiate da pneumatofori dei maestosi Taxodium disticum. La ricchezza della componente vegetale è incredibile e conta magnolie, ippocastani, boschetti di tassi e un imponente pino dell’Himalaya.
Potevate immaginare che in un piccolo paesino di collina esistesse un luogo tanto magico?
Se siete di passaggio da quelle parti non dimenticatevi di questo  gioiello e fatevi trasportare in uno scenario fiabesco. Non ve ne pentirete!

 

 

parcorossi.it

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Parco di Villa Rossi