il canto dell’anguana di Patrizia Laquidara

Dall’acqua nasce l’anima. Il Canto dell'anguana di patrizia laquidara

di nina zerby

“Dalla terra nasce l’acqua, dall’acqua nasce l’anima… È fiume, è mare, è lago, stagno, ghiaccio e altro ancora… È dolce, salata, salmastra, è luogo presso cui ci si ferma e su cui ci si viaggia, è piacere e paura, nemica ed amica, è confine ed infinito, è cambiamento e immutabilità, ricordo ed oblio.”

Spesso descritte come giovani donne, mesmerizzanti, seduttrici. Altre volte  come esseri spaventosi, metà donne e metà rettile o pesce, in grado di lanciare grida assordanti (non a caso proprio nella nostra terra Veneta esiste il detto “Sigàr come n’anguana”, urlare come un’anguana). In altri racconti sono descritte come anziane spettrali, magrissime con il viso solcato dalle profonde rughe. Talvolta figure che appaiono solo durante la notte, impossibili da vedere nella loro interezza e che si dissolvono nel buio senza lasciar traccia. Vestite quasi sempre di bianco.

Le anguane, a volte chiamate anche “acquane”, sono delle bellissime “donne delle acque”, legate alle sorgenti, ai fiumi, ai ruscelli e ai laghi montani dal fascino irresistibile e poteri fortissimi che possono essere sia benefici che terrificanti.  Un sorta di ninfa leggendaria ora protettrice ora sinistramente luciferina.

A questo personaggio è dedicato un album della bellissima e bravissima Patrizia LaquidaraIl canto dell’anguana“, un viaggio nella musica e nella tradizione popolare dell’Alto Vicentino.
Quest’album risale al 2011 e da allora Patrizia ha “navigato” davvero ovunque. Dall’America al Brasile, al Giappone, l’Europa, ogni angolo di Italia, alle esperienze di scrittura e di recitazione e per non parlare degli autorevoli premi ricevuti che non fanno altro che sottolineare la sua incredibile espressività e innegabile talento.
Parlando della nostra terra non potevamo non raccontare anche noi di questo

potente lavoro di ispirazione dialettale veneta, musicalmente ricco, elegante e popolare allo stesso tempo, questo incredibile Canto dell’Anguana.  Patrizia in questo suo lavoro ha voluto mettere in risalto la cultura veneta, in particolare quella più legata alla provincia di Vicenza. Siciliana di nascita e vicentina di adozione ha reso omaggio a questi luoghi, alla linfa culturale che ci circonda con questo suo capolavoro ricco di sonorità sontuose, con la sua voce dirompente, matura, elegante e insieme ipnotizzante. Questo magnifico lavoro presenta undici canti con altrettante rielaborazioni da tradizioni antiche che non lasciano tregua sino al canto finale. Un lavoro di altissimo livello che vogliamo ricordare e soprattutto segnalare come uno di quei gioielli preziosi che ognuno di noi dovrebbe custodire nel proprio scrigno della musica.  Prendete del tempo, il tempo quello lento, quello dilatato per un attento ascolto e lasciatevi trasportare all’interno delle magiche atmosfere impresse nelle note di Patrizia. 

“Perchè si sappia che in Veneto c’è anche questo. In questo disco si parla di identità. Un’identità che non è fissa e immobile come vogliono farci credere. Ma, anzi, un’identità che si sposta, viaggia. Perchè le culture popolari sono bastarde, meticce, migranti, impure, cacciatrici di miti. Viaggiano, si mischiano, si abbracciano e fanno nascere nuove culture, a volte anche con violenza.  La lingua  e la musica davvero contengono sempre e comunque le tracce di altri popoli. il noi e il voi non esiste. Esiste il noi.”

 

 

 

le foto sono state scattate al Buso dea Rana (Monte di Malo, Vicenza)

patrizialaquidara.it

photo courtesy © Luigi De Frenza