francesca poglie

UNDICI DOMANDE AD UNA BALLERINA STRAORDINARIA

di nina zerby

Francesca Poglie, occhi nerissimi, sorriso disarmante. Bella, simpatica, una fonte inesauribile di idee e creatività. 
Balla e come balla lei ne ho viste poche!

Se dovessi descrivere te stessa, cosa diresti?
Ho una forte energia, a volte è produttiva a volte è distruttiva. Più la prima fortunatamente.

Quando hai cominciato a percepire te stessa come ballerina?

Verso i 30 anni.

Cosa vuoi trasmettere attraverso il tuo lavoro?

Non sono sentimenti precisi o predefiniti, è più che altro un’esigenza d’essere. Spesso sono usciti personaggi bizzarri, con una piccola vena di pazzia negli occhi o altre volte, chiudendo gli occhi, mi sono tramutata in un essere calmo e sereno con il calore delle luci, cosa che non sono:)

 

 

 

 

L’aneddoto più divertente sulla tua esperienza professionale?

Prendere il caffè con dei Conigli durante il primo e il secondo atto al bar del Teatro 🙂

 

Qual’è il tuo sogno o aspirazione?

Il Teatro: continuare a lavorarci dentro come danzatrice ma anche in altri ruoli e perchè no, come direttrice e magari aprirne uno …hehhe si è detto sogni, no? E naturalmente lavorare con Pedro Almodovar!!!!!!

 

Quali sono gli artisti contemporanei italiani dei quali ammiri il proprio lavoro?

Emma Dante, Paolo Ventura, Paolo Sorrentino.

 

Se fossi una ballerina o coreografa vorresti essere?

Vorrei…..Tamara Rojo per la sua intelligenza, forza e instancabilità.

 

 

 

3 spettacoli del cuore

Il lago dei Cigni (versione classica e quella di Alexander Ekman), Venezuela di Batsheva Dance Company, Parade Crystal Pite e se posso aggiungere Pasionaria di Marcos Morau.

 

Cosa ti piace degli esseri umani contemporanei

La leggerezza.

 

Cosa non ti piace degli esseri umani contemporanei

 

L’egoismo e la poca lungimiranza.

 

Libro sul comodino ora?

La sombra del viento di Carlos Ruiz Zafón e Bruno Munari (devo rileggerlo spesso, mi rimette in ordine i pensieri:)) 

 

 

Francesca inizia a prendere lezioni di balletto a 13 anni, e a 23 ottiene il suo primo contratto professionale con Spellbound Dance Company diretta da Mauro Astolfi.  L’Italia dopo tre anni, quattro stagioni e tante tournée con la compagnia le sta stretta e desidera fortemente affacciarsi alla sua amata Europa. Dopo non poche difficoltà, arrivano i primi contratti, il primo a Londra. Si mette in scena Peter and the Wolf di Prokof’ev con coreografie di Didy Weldman poi Venezia con Richard Siegel e al Bregenzer Festspiele, con la regia di Graham Vick e le coreografie di Ron Howell, presentano l’Aida di Verdi che per l’occasione è posta su un palco galleggiante, nel lago di Costanza e ad attenderli ci sono 6000 persone a serata. 

Nel 2010 inizia il suo sodalizio artistico con la Germania che dura fino ad oggi. E’danzatrice presso lo Staatstheater Darmstadt diretto da Mei Hong Ling e Johann Kresnik, Colonia, con Emanuele Soavi Incompany balla presso il Theater Duisburg, Theater Pfalzbau a Ludwigshafen, Köln Alte Feuerwache e all’Opera di Colonia e infine a Monaco con Roberta Pisu che crea per lei, nel 2019, il solo Khorovod e attualmente è sua assistente per il suo debutto coreografico alla Philharmonie Gasteig di Monaco. Ha avuto la fortuna di lavorare per Biennale arte 2019 per il padiglione Singapore e l’artista Song Ming Ang. Nel 2015 inizia la sua prima esperienza curatoriale con Lago Film Fest e oggi anche con Piattaforma Lago ideando il progetto danza. E’ laureata in Lingue Orientali a Venezia.